Lo stato di abbandono

In cinque mesi si è andati a restituire l’antico splendore e la piena funzionalità alla piccola ex-centrale idroelettrica di Montorio, nel cuore del grazioso paese della Val Squaranto. La struttura che si trova in via Lanificio 84, lungo il passaggio in paese del torrente Fibbio, era costruita agli inizi del secolo scorso e dismessa 30 anni fa, nel 1985, con il conseguente stato di abbandono.

La centrale prima della riqualificazione

Lucense - fatiscente - stabile centraleLa centrale prima di avviare i lavori di recupero.

Lucense - fatiscente - componenti turbinaComponente meccanica della turbina.

Lucense - fatiscente - diffusoriDiffusori di flusso della turbina storica.

Il progetto di recupero

Lucense e FibbioCon Deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n.2274 del 10.12.2013, ai sensi dell’art. 12 del D.lgs 387/2003, è stata rilasciata l’autorizzazione alla riqualificazione e alla rimessa in esercizio dell’impianto mini-idroelettrico a Montorio.

Il progetto non ha previsto alcuna modifica di tipo volumetrico, ma ha permesso il recupero architettonico dell’edificio ormai fatiscente e la riattivazione della piccola centrale utilizzando la struttura preesistente. Con l’inserimento delle due nuove ed efficienti mini turbine, si ottiene una potenza di circa 112 kW e una produzione media annua di 475.000 chilowattora di energia pulita. Si tratta di un progetto di mini idroelettrico, che ha anche un importante valore storico per il territorio grazie al recupero dell’antica architettura industriale.

Dal punto di vista ambientale non si va ad interferire con l’attuale configurazione fluviale, poiché si utilizza il naturale percorso del Fibbio e le sue diramazioni per riprodurre energia come si era fatto per oltre 80 anni. La centrale, si trova su uno di due rami paralleli in cui, in quel tratto, si divide il Fibbio. In questo modo viene garantita la continuità spaziale dell’ecosistema acquatico. Inoltre, non essendo presenti traverse fluviali o dighe, viene sempre mantenuta la naturalità del flusso di portata, mantenendo costantemente la quantità di acqua che percorre il fiume.

Il sistema di incentivi statali ai quali accederà la Lucense 1923 prevede che tutta l’energia prodotta sia ritirata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e utilizzata per la collettività. Questo modello di contributi consente di produrre energia elettrica a favore del territorio, ma al tempo stesso permette a chi partecipa al progetto di ricevere un incentivo economico che va a ripagare il suo investimento.

Dopo aver completamente recuperato l’edificio fatiscente, installate le nuove turbine, le nuove paratoie per la gestione dei flussi d’acqua e l’impianto elettrico, la centrale è stata allacciata alla rete elettrica il 30 agosto del 2016.

Lucense - in costruzione - foto aereaImmagine aerea dello stabile della centrale.

Lucense - in costruzione - elica turbina KaplanElica di una delle nuove turbine Kaplan.

Lucense - in costruzione - componenti turbinaI nuovi diffusori di flusso della turbina.

Dati tecnici della nuova centrale

    • La centrale ha una potenza nominale di 112 kW ed è alimentata da 2 turbine Kaplan monoregolanti in camera libera di potenza pari a 56 kW ciascuna, con accoppiamento diretto all’albero generatore.
    • La produzione annua di energia prevista è di circa 475.000 kWh (equivalente al fabbisogno di 200 famiglie).
    • La centrale gode di incentivi statali per 20 anni dalla data di allaccio alla rete.
  • L’impianto porterà ad un abbattimento di anidride carbonica in atmosfera pari a circa 350 tonnellate di CO2 all’anno.

Il funzionamento

La centrale mini-idroelettrica sfrutta l’energia dell’acqua che cade dal ramo più alto a quello più basso del fiume Fibbio, che nel tratto in cui si trova la Lucense 1923 si dirama in 2 tronchi.

A monte della centrale si trova una iniziale vasca di carico, dove l’acqua del fiume si raccoglie accumulando energia prima di entrare nelle camere delle turbine. Nel momento in cui entra nelle camere, muovendosi velocemente verso il basso grazie al salto presente, l’acqua passa attraverso le giranti delle 2 turbine Kaplan installate, prima di fuoriuscire nuovamente nei 2 diversi corsi del fiume Fibbio da cui proviene.

Il movimento rotatorio delle giranti delle turbine attiva in questo modo 2 generatori a magneti permanenti che trasformano l’energia di moto prodotta dal flusso dell’acqua in energia elettrica.

L’inaugurazione di Lucense 1923

Venerdì 23 e sabato 24 settembre 2016 si sono tenuti due eventi per inaugurare la centrale. Venerdì il progetto è stato presentato nel suo sviluppo in un convegno a cui hanno parlato i rappresentanti dei soggetti coinvolti nel ripristino della centrale (Germano Zanini per Finval, Vincenzo Scotti per ForGreen, Gabriele Nicolis per WeForGreen Sharing, Silvano Rossato per la realizzazione tecnica, Luigi Alloro per la memoria storica di Montorio).

Sabato 24 la centrale ha visto la partecipazione di oltre 400 cittadini per la festa di inaugurazione e per il “taglio del nastro”. Per Lucense 1923, che è stata pensata come un progetto di energy sharing e per essere la centrale di produzione di energia dei cittadini, non poteva esserci migliore modo per ritornare in attività.

Arrivo dei primi partecipanti alla centraleLa centrale ultimata con la passerella per i visitatori.

Visita alla centrale e alle sue componenti techicheVisita alla centrale e spiegazione tecnica del funzionamento.

Taglio del nastro inauguraleTaglio del nastro collettivo con le 400 forbici in mano ai cittadini.

Il museo delle energie rinnovabili

L’opera di ripristino della centrale ha un altro importante obiettivo: fornire un centro didattico per l’educazione delle nuove generazione sui temi energetici ed ambientali. Per questo, in collaborazione con ForGreen, si vuole portare avanti un progetto di sensibilizzazione sul tema delle energie rinnovabili iniziato nel 2011, anno in cui si è realizzato il parco fotovoltaico della cooperativa Energyland. In questi anni ci sono state diverse occasioni da parte delle scolaresche di Verona di visitare l’impianto della cooperativa e scoprire il suo funzionamento grazie all’intervento dei tecnici di ForGreen che si occupano della formazione sul campo a questi ragazzi.

L’occasione del ripristino della centrale Lucense 1923, è quello di allargare queste esperienze formative e di riunirle in un progetto di “Museo delle energie rinnovabili” permanente per il territorio veronese, un angolo didattico per raccontare cosa sono le energie rinnovabili, il loro funzionamento e la loro importanza per lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia dell’ambiente. Visitare il museo è anche un’occasione per vedere la nuova centrale Lucense 1923 e le vecchie componenti della precedente centrale mini idroelettrica di Montorio.

Inoltre verrà valorizzato il tema dell’energia che, soprattutto se realizzata in forma condivisa tra i cittadini, deve essere un patrimonio per l’intero territorio,  come insegnano le esperienze di energia condivisa presenti in questa zona dal lontano 1923.